1984, il pilastro del genere distopico

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1984

1984 è il testamento di uno scrittore che ha dedicato la vita alla difesa della libertà e della verità, denunciando tutte le perversioni politiche, dall’imperialismo all’ingiustizia sociale ai totalitarismi di ogni colore.

1984 è un potentissimo monito contro l’odio verso l’altro, contro le false informazioni, contro il “sentire di pancia”, contro gli insulti all’immaginazione, contro le parole che non corrispondono a un pensiero.

Letto 1984, chiunque vedrà con chiarezza che l’errore socialmente più grave è il rifiuto dell’intelligenza.

– Nicola Gardini

Partiamo subito col testo posto in retro copertina di Nicola Gardini, scrittore al quale dobbiamo la nuova traduzione di 1984.

L’ho letto in questi giorni, un romanzo al dir poco notevole…come dicono in molti, Orwell ha un modo tutto suo di dire scomode verità, abbastanza scontato affermare che lo consiglierei letteralmente a chiunque ! Ma per provarvi ciò, sotto mi vengono in aiuto 2 testimonianze.

Insieme a Fahrenheit 451, 1984 è forse l’opera più significativa e riconosciuta del genere distopico, in cui la rappresentazione di una realtà immaginaria del futuro, viene presagita come un’esperienza di vita indesiderabile o spaventosa.

1984 è uno dei più celebri romanzi di George Orwell, pubblicato nel 1949 ma iniziato a scrivere nel 1948 (anno da cui deriva il titolo, ottenuto appunto dall’inversione delle ultime due cifre).

Credo sia opportuno dire anche che questo romanzo è stato spunto per altri libri e film contemporanei, un primo esempio è il passaggio in cui il protagonista viene definito come un’imperfezione del sistema o come quanto la nostra volontà sia condizionata dal sistema stesso.

Un libro che appare studiato appositamente per stupire, meravigliare e talvolta inorridire il lettore…

Non a caso “Le Monde” lo posiziona al 22º posto della classifica dei 100 migliori libri mai scritti.

Uno dei libri più terrificanti che abbia mai letto.

Trasformato in un film horror proteggerebbe per i prossimi 1000 anni i paesi minacciati dal comunismo.

Un gran libro, ma prego di essere risparmiato da leggerne uno simile in futuro.

– Fred Warburg (1948)

Trama

Nel 1984 la Terra è divisa in 3 grandi potenze totalitarie: Oceania, Eurasia ed Estasia, impegnate in una perenne guerra tra loro, il cui scopo principale è mantenere il controllo totale sulla società.

In Oceania, la sede dei vari ministeri è Londra, facente parte della provincia di “Pista uno”

I ministeri sono rispettivamente:

-Ministero della Pace, che presiede alla guerra.

-dell’Amore, che presiede alla sicurezza.

-della Verità, che presiede alla propaganda e al revisionismo storico.

-dell’Abbondanza, che presiede all’economia.

La società è amministrata secondo i principi del Socing, il socialismo inglese, ed è governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto di persona e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini (la sua descrizione fisica ricorda Adolf Hitler e Lord Kitchener).

1984

Il totalitarismo del Grande Fratello sviluppa caratteristiche dell’Unione Sovietica di Stalin e della Germania preconizzata dai nazisti…inoltre, in conseguenza alla Rivoluzione avvenuta anni addietro, in Oceania si è giunti alla realizzazione di un unica lingua utilizzabile, detta “Novalingua”, un nuovo linguaggio in cui sono ammessi solo termini con un significato preciso e privo di possibili sfumature eterodosse, in modo che riducendone il significato ai concetti più elementari si renda impossibile concepire un pensiero critico individuale.

Colui che viene presentato come il capo dei dissidenti, Emmanuel Goldstein, è ritratto nei manifesti propagandistici con lineamenti ebraici, diventa il catalizzatore della rabbia degli oceaniani, cui anche il sesso viene “fortemente disincentivato” esattamente come il libero pensiero, tanto che per gli iscritti al partito unico mettere al mondo figli diventa “il nostro dovere verso il Partito”, e la famiglia stessa diventa un mero strumento di controllo.

Dinamiche dell’ambientazione

Ovunque nella città sono appesi grandi manifesti di propaganda che ritraggono il Grande Fratello, con la didascalia “Il Grande Fratello ti guarda”, e gli slogan del partito:

 «la guerra è pace»

 «la libertà è schiavitù»

 «l’ignoranza è forza».

Ogni aspetto della vita quotidiana è rigorosamente separato per classi: mentre i membri del Partito interno risiedono in moderni e confortevoli edifici avendo a disposizione persino della servitù, quelli del Partito esterno vivono in fatiscenti palazzoni alveare nella città nuova, i Prolet ( proletari ) che costituiscono la forza lavoro, vivono in tuguri presso la vecchia città.

L’unica forma di pensiero ammissibile in Oceania è il Bispensiero, ispirato al materialismo dialettico leninista. Come recitano alcuni slogan del partito:

“la menzogna diventa verità e passa alla storia”

“Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.

Il potere è nelle mani di un partito unico, detto semplicemente “il Partito”, a sua volta diviso in Partito Interno ( leader e amministratori) e Partito Esterno ( burocrati, impiegati e funzionari subalterni).

Gli occhi del partito sono i teleschermi, televisori forniti di telecamera, installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing, che i componenti del Partito Esterno non possono spegnere, ma di cui al massimo possono attenuare il volume dell’audio.

Questi televisori-telecamere, presenti ovunque, oltre a diffondere propaganda 24 ore su 24, spiano la vita di qualunque membro del Socing, annullando di fatto ogni possibile forma di privacy: in questo modo, il governo può osservare facilmente qualsiasi forma di comportamento, anche inconsapevole, che riveli che un individuo abbia pensieri contrari all’ortodossia del Partito. Tale meccanismo di osservazione è portato avanti continuamente, e su ogni singolo membro del Partito.

Personaggi presenti nell’opera

Il protagonista è il trentanovenne Winston Smith, un impiegato del Partito Esterno che lavora presso gli uffici del Ministero della Verità, incaricato di “correggere” i libri e gli articoli di giornale già pubblicati, modificandoli in modo da rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal Partito.

Winston si occupa inoltre di modificare la storia scritta, contribuendo così ad alimentare la fama di infallibilità del Partito stesso.

Apparentemente Winston è un tipo malleabile, in realtà non sopporta i condizionamenti del regime e non riesce ad adeguare la propria mente al bipensiero, tanto che comincia a scrivere su di un diario i propri sentimenti di malcontento e considerazioni nei confronti del regime.

Il romanzo distopico per eccellenza, personalmente trovo che vi siano tante, forse addirittura troppe similitudini col mondo attuale e con quello che verrà!

George Orwell
( 1903 – 1950 )

Contesto storico e culturale dell’opera:

1984  appartiene a quella serie di romanzi come “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley (che fu insegnante di Orwell e a cui Orwell si ispirerà) che compaiono nell’Europa del Primo e del Secondo Dopoguerra, caratterizzati da un profondo pessimismo, segno di una crisi di valori che colpisce la fiducia della borghesia e degli intellettuali nel positivismo e nelle ideologie da esso derivate, compreso il comunismo.

La corrente è definita “distopia” e nasce in opposizione ai romanzi utopici, come per esempio” La città del Sole” di Tommaso Campanella o “L’Utopia” di Tommaso Moro.

 Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1953) sarà uno degli ultimi più famosi epigoni del genere letterario distopico.

“Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera.”

– George Orwell

“Lo sto leggendo per la seconda volta. Un libro davvero notevole.”

– Winston Churcill

L’utopia di Platone è più terrificante di quella di 1984, perchè Platone auspica che si realizzi quel che Orwell teme possa avvenire.

– Arthur Koestler

E’ d’obbligo affermare che esso sia uno dei romanzi più influenti della storia, il pilastro portante del genere distopico, risulterei incoerente a non raccomandarvelo !

1984, il pilastro del genere distopico

2 Testimonianze

Spinto dall’anniversario della nascita dell’autore celebrato in questi giorni e dalle tante discussioni sulle sue opere, mi sono convinto nell’acquisto di questo libro. Beh che dire di un romanzo scritto nel 1949 ? Che è attuale più che mai! È incredibile constatare quanto quello visto come un ipotetico futuro sia il quotidiano che ci circonda. Certo non è tutto (fortunatamente) come descritto dall’autore nel libro però ci va molto vicino. Scritto molto bene, una penna sobria anche se a volte un po’ troppo ricercata. In definitiva quindi, un libro da leggere perché per niente anacronistico o decontestualizzato.

-Diego Parolin

Un libro semplicemente fondamentale nel filone narrativo fantascientifico-dispotico. Quando devo regalare un volume la scelta ricade (quasi) sempre su questo.
Da leggere assolutamente con “Fahrenheit 451” (di Ray Bradbury) e “Il mondo nuovo”(di Huxley).
CAPOLAVORO, senza dubbio uno dei miei libri preferiti

-Gabriele

L’incubo di 1984 è destinato ad assomigliare a quello che ho immaginato io nel Mondo nuovo. Il cambiamento avverrà in conseguenza di un diffuso bisogno di maggiore efficienza. Nel frattempo, naturalmente, potrebbe esserci una guerra biologica e atomica su larga scala – nel qual caso avremo incubi di altro genere, inimmaginabili.

– Aldous Huxley
1984
Francoforte, Germania – 27 luglio 2013: Protestatario alzando un cartello durante una dimostrazione nel centro della città di Francoforte, Germania.

Insomma, 1984 è un libro che bisogna leggere almeno una volta nella vita…un libro che viene tuttora molto rinomato, come d’altronde ho fatto io in “10 romanzi distopici da leggere” di cui è difficile contestarne la 1° posizione !

1984…Non a caso lo definisco il pilastro del genere distopico !

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