Storia della Robotica: origini e sviluppi

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Storia della Robotica – a differenza di quanto ci potrebbe suggeirire il senso comune, nella storia dell’uomo, l’idea di realizzare sistemi meccanici autonomi e intelligenti esiste fin dall’antichità ed è quasi contemporanea alla nascita dell’agricoltura avvenuta circa 10.000 anni fa.

La prima importante concezione di quello che noi ad oggi intendiamo come “robot”, trae origine dal sogno immortale dell’uomo di imitare la natura in tutte le sue forme e dalla sua primordiale necessità di progettare e quindi costruire macchine utili al lavoro.

Il concetto di automi, cioè di esseri artificiali, rappresenta quindi una costante che ha attraversato tempi e culture diverse.

Fatta questa breve introduzione, direi che possiamo ora partire spiegando innanzitutto che cos’è la robotica, qual è l’origine del termine “Robot”, quali sono i suoi campi di utilizzo, per poi passare alla sua storia, dall’antichità fino agli anni 2000 e agli sviluppi più recenti.

Cos’è la robotica ?

La robotica è quella disciplina dell’ingegneria che si occupa dello studio e dello sviluppo di metodi e tecnologie che consentono ad un robot di eseguire specifici compiti, riproducendo in modo automatico, e il più fedelmente possibile, il lavoro umano.

Detto in altre parole, la robotica è una branca della meccatronica ( una sotto – disciplina dell’ingegneria ) nella quale confluiscono approcci, nozioni e concetti appartenenti a diverse discipline di natura umanistica, come ad esempio la linguistica, sia scientifica, come la matematica, la fisica, l’informatica, la biologia, l’elettronica, la fisiologia, la psicologia e la meccanica.

Campi di utilizzo della robotica

La scienza robotica, essendo di fatto una materia interdisciplinare, ha trovato nel corso degli anni un numero sempre crescente di applicazioni, portando così alla nascita di diverse sotto – discipline, fra le quali, molto raramente esiste una netta linea di demarcazione:

  • Arte robotica
  • Domotica
  • Microrobotica
  • Robotica biomedica
  • Robotica industriale
  • Robotica evoluzionistica

  • Robotica militare
  • Robotica marina
  • Robotica spaziale
  • Robotica sociale
  • Robotica umanoide
  • Telerobotica

Origine del termine “Robot”

Il Robot è una macchina progettata per svolgere, più o meno indipendentemente, un lavoro al posto dell’uomo.

Il termine “robot”, deriva dal termine ceco “robota”, che significa letteralmente “lavoro forzato” o “lavoro pesante”.

L’introduzione del termine nel linguaggio comune si deve allo scrittore ceco Karel Capek, il quale lo utilizzò per la prima volta nel 1920 nel suo dramma teatrale ” I robot universali di Rossum”.

Storia della Robotica
Karel Capek
Storia della Robotica
Una scena da “I robot universali di Rossum”

Storia della Robotica

La Robotica nell’antichità

L’invenzione del primi “prototipi” di robot è da attribuire ad Erone d’Alessandria, chiamato anche Erone il vecchio, matematico, ingegnere e inventore greco antico del I° secolo a.C., comunemente ricordato in quanto inventore dell’eolopila, nonchè di molti altri congegni meccanici.

Erone d’Alessandria

Erone progettò diversi robot, si testimonia che alcuni fossero addirittura in grado di parlare, e non a caso, tra i suoi testi più famosi, troviamo “Automata”.

Le opere attribuite ad Erone vengono convenzionalmente suddivise in 3 gruppi principali: uno sui trattati matematici ingegneristici, uno sulla meccanica in generale e uno sui dispositivi concreti.

Automata appartiene al terzo gruppo, ed è un trattato di meccanica nel quale viene riportata la descrizione di macchine in grado di creare effetti nei templi per mezzi meccanici o pneumatici.

Lo stesso Aristotele citò gli automi in alcuni suoi trattati e orazioni, sostenendo che l’utilizzo generalizzato di quest’ultimi nei lavori più degradanti e pesanti avrebbe consentito a tutti gli uomini di essere liberati dal “fardello della schiavitù”.

Storia della Robotica
Aristotele

La Robotica nel Medioevo

Durante il Medioevo, gli avvenimenti e sviluppi più importati ruotano intorno alla figura di Papa Silvestro II, 139° papa della Chiesa Cattolica, nonché il primo di nazionalità francese.

Egli fu un grande studioso del X secolo, entrato in contatto con la cultura araba, ne introdusse le conoscenze di aritmetica e astronomia in Europa, dando così enormi contributi allo sviluppo di queste discipline nell’Occidente dimostrando grande versatilità sia nelle scienze applicate, sia in quelle teorico-filosofiche.

Papa Silvestro II sotto certi aspetti “introdusse” la robotica e la meccanica all’interno del mondo cristiano del tardo Medioevo. Si narra infatti che sotto il suo papato, Alberto Magno – uno dei più importanti filosofi e teologi cristiani dei primi secoli del secondo millennio –  realizzò un automa in grado di rispondere ad alcune domande determinate in precedenza, di cui il papa stesso si fece promotore.

Papa Silvestro II
Storia della Robotica
Sant’Alberto Magno

Nell’Oriente, tra il I° e II° millennio, il genio universale cinese Su Song, designato come grande matematico, statista, scienziato, astronomo, cartografo, orologiaio, medico e botanico, compilò i più grandi trattati cinesi di orologeria del Medioevo, circondandosi di una cerchia di abili ingegneri e astronomi per assisterlo in vari progetti.

Su Song

Ad oggi, la sua opera più annoverata, è la torre dell’orologio astronomico, alta 12 metri e azionata ad acqua, costruita a Kaifeng: il modello pilota realizzato in legno fu completato nel 1088, i componenti in bronzo della struttura vennero terminati introno al 1090, e si attesta che la costruzione venne interamente completata entro il 1094 durante il regno dell’imperatore Zhe Zong di Song.

L’orologio Astronomico

L’orologio astronomico era una struttura straordinariamente elaborata e dotata di molte caratteristiche e particolari sorprendenti: il sistema si basa sulla famosa sfera armillare idromeccanica rotante che incorona il livello superiore della torre, costituita da un globo celeste di bronzo localizzato al centro dal diametro di 13,5 metri, e di grande stupore sono anche i manichini, regolati meccanicamente, rotanti e vestiti con abiti cinesi in miniatura.

Quest’ultimi uscivano da porte di apertura per annunciare l’ora del giorno presentando cartelli, campanelli squillanti e gong.

Storia della Robotica
Torre dell’orologio astronomico

Questo sofisticato impiego di ingranaggi, sistemi e meccanismi, costituisce nel suo insieme un automa meccanico fisso, capace di svolgere indipendentemente, oltre che l’elementare funzione di segnare il tempo, altre numerosissime attività “secondarie”.

La Robotica nel XI secolo

Due secoli più tardi di Su Song, il matematico, inventore e ingegnere meccanico Al Jazari, esponente della tradizione islamica della tecnologia, fu autore del trattato “Compendio sulla teoria e sulla pratica delle arti meccaniche”, nel quale descrisse 50 dispositivi meccanici (automi) riportando tutte le istruzioni necessarie per la loro costruzione.

Al Jazari

Al-Jazari incorporò nel suo libro i risultati di 25 anni di ricerca, esperienza e pratica su vari dispositivi meccanici come ingegnere.

Il trattato sugli automi

Ad oggi, il suo trattato sugli automi, viene convenzionalmente suddiviso in 6 gruppi principali:

  1. Orologi ad acqua e a candela;
  2. Recipienti e figure adatte per bere;
  3. Brocche e bacini per flebotomia e abluzioni prima delle preghiere;
  4. Fontane che cambiano la loro forma alternativamente e macchine per il moto perpetuo;
  5. Macchine di raccolta dell’acqua;
  6. Dispositivi vari (compreso il lucchetto a combinazione primaria).

Al Jazari riuscì attraverso la pubblicazione del suo trattato a rivoluzionare la tecnologia per il calcolo del tempo, raggiungendo notevoli sviluppi anche nell’agricoltura, e nella raccolta di acqua per l’irrigazione.

Storia della Robotica
Un’illustrazione presente nel trattato sugli automi di Al Jazari

Ad oggi si ritiene che il suo libro fosse davverro molto popolare al tempo, a giudicare dal gran numero di copie manoscritte che furono realizzate.

Il libro di al-Jazari viene ad oggi considerato dalla maggior parte dei matematici come un trattato di straordinario valore pratico – teorico, poiché in esso vengono riportati la maggior parte dei dispositivi, degli studi matematici e delle tecniche dei predecessori islamici di Al Jazari; questo trattato rappresenta il culmine delle conquiste islamiche nella tecnologia meccanica, e costituisce il punto di partenza per i successivi sviluppi della robotica in Europa durante il rinascimento.

La Robotica nel XV secolo

Il primo progetto documentato di robot umanoide venne realizzato durante il Rinascimento dall’inventore, artista e scienziato italiano Leonardo da Vinci, attorno al 1495.

Leonardo da Vinci

Degli appunti scoperti nel Codice Atlantico di da Vinci, sono stati rinvenuti negli anni ’50 alcuni disegni molto dettagliati per la costruzione di un cavaliere meccanico che sarebbe stato (almeno secondo i progetti di Leonardo) in grado di alzarsi in piedi, agitare le braccia e muovere testa e mascella.

Si ritiene che il progetto fosse probabilmente basato sulle sue ricerche anatomiche registrate nell’uomo vitruviano.

Storia della Robotica
Ricostruzione del cavaliere meccanico di da Vinci

Storia della Robotica nel diciottesimo secolo

Jacques de Vaucanson

Il primo robot funzionante storicamente documentato venne realizzato da Jacques de Vaucanson, inventore e artista francese, noto per la costruzione di numerosi automi complessi.

Nel 1738 fabbricò un androide capace di suonare il flauto e quindi abilitato a compiere movimenti complessi; altra sua celebre creazione fu l’anatra meccanica, un automa dotato di ali – composte da oltre 400 pezzi meccanici– in grado di muoversi, mangiare e defecare in quanto provvista di un elementare “metabolismo artificiale”.

Pierre-Louis Jaquet-Droz

Tra il 1768 e il 1774 Pierre-Louis Jaquet-Droz, orologiaio e inventore svizzero, per promuovere la sua attività ha progettato e costruito, insieme al figlio Henry, delle bambole animate, conosciute anch’esse con il nome di “Automata”.

Automata

Automata è una serie di automi ed oggetti meccanici, ad oggi conservati al Musée d’Histoire di Neuchatel, tra questi troviamo:

  • Charles: uno scrivano abilitato a scrivere un testo di 40 lettere, andare a capo, lasciare spazio e intingere la penna nel calamaio.
  • Henry: un disegnatore che può eseguire 4 diversi schizzi a matita: un bambino con una farfalla, un ritratto di Luigi VX, i profili di Giorgio III e della moglie Charlotte di Mecklenberg e un cagnolino.
  • Marianne: una giovane intenta a suonare un organetto a canne. Quest’ultima è in grado di eseguire 5 melodie differenti seguendo con gli occhi la tastiera. Inoltre “respira” tramite un sistema di mantici che le fa alzare e abbassare il petto, e compie tutta una serie di movimenti del capo che ne accrescono l’effetto di notevole realismo.
Storia della Robotica
Charles, Henry e Marianne

Tra i pezzi storicamente più documentati, è da menzionare anche il Suonatore di Salterio, costruito nel 1780 dai tedeschi Roentgen e Kintzing per la regina Maria Antonietta.

Nel 1769 Wolfgang De Kempelen, un inventore ungherese al servizio della imperatrice Maria Teresa di Vienna, sviluppò il giocatore di scacchi, un meccanismo (apparentemente) in grado di giocare automaticamente, ma che in realtà era animato tramite un sistema di leveraggi interni da un giocatore umano nascosto dentro il congegno.

La Robotica al tempo della prima rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale fu quel processo di evoluzione economica e industriale della società che dal sistema agricolo-artiginale -commerciale divenne un sistema industriale moderno col diffonersi nelle fsbbriche di macchine azionate ad energia meccanica e combustibili fossili.

Nel 1781, con l’introduzione delle prime macchine e dei telai da tessitura mossi a vapore, iniziò la rivoluzione industriale, e questo costituisce un momento storico cruciale, perché da qui in poi, la sempre maggiore richiesta di macchinari darà un enorme impulso allo sviluppo della meccanica e della robotica.

Storia della Robotica
La prima rivoluzione industriale

Per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche introdotte nella produzione e lavorazione industriale durante questo periodo, troviamo sopratutto nuovi sistemi e meccanismi che contribuirono ad aumentare l’efficienza e la capacità produttiva delle macchine utensili e delle macchine motrici, oltre che delle industrie tessili e delll’industria pesante (metallurgica e meccanica). Quest’ultima divenne poi determinante nella metà del XIX secolo, in concomitanza con lo sviluppo delle ferrovie.

Nel 1787, Edmund Cartwright inventò il telaio meccanico, che fu perfezionato e adottato nei decenni successivi; intorno al 1825, un solo operaio, sorvegliando due telai meccanici, poteva sbrigare un lavoro che con i telai a mano avrebbe richiesto l’opera di una quindicina di persone. Mentre in India per tessere a mano 100 libbre di cotone occorrevano oltre 100.000 ore di lavoro, in Gran Bretagna con le nuove macchine erano sufficienti circa 135 ore, il che aumentava anche la competitività. L’aumento della produzione di tessuti stimolò lo sviluppo dell’industria chimica, per rendere competitive le fasi di candeggiatura, tintura e stampa. Ben presto l’industria chimica divenne fondamentale per tutti i rami della produzione, sia industriale che agricola.

La tigre robotica

Tra i principali esempi di robot risalenti a questo periodo storico, troviamo la tigre di Tippoo. Quest’opera, fu realizzata nel 1795 in India per il sultano del Tippoo, il cui soprannome era “La tigre di Mysore”.

La tigre robotica è rappresentata mentre si avventa sulla gola di un soldato inglese che, una volta attivato il meccanismo, emana un suono simile a un pianto.

tigre di Tippoo

Tesla e la Robotica

Nikola Tesla

Nel 1893, in occasione della fiera mondiale di Chicago, l’inventore, fisico e ingegnere elettronico Nikola Tesla, presentò al pubblico il primo veicolo telecomandato, nella forma di un semplice sommergibile dotato di antenne.

Si trattava di una scoperta che non venne fin da subito ben accolta nel mondo accademico, in quanto Tesla non aveva fatto altro che dirigere il sottomarino utlizzando delle onde radio, attraverso una scatola provvista di interruttore, attivato tramite una piccola batteria.

Egli stesso parlò del primo robot al mondo… ma è probabilmente più corretto affermare che si tratti del primo robot sommergibile della storia, comandato a distanza via radio.

Storia della Robotica
Illustrazioni del primo robot sommergibile

Storia della Robotica nel 1900

Nei primi anni del 1900, ebbe grande successo la storia di Eric, il primo robot britannico, costruito nel 1928 dal veterano della Prima Guerra Mondiale William Richards (nella foto con il robot) e l’ingegnere aeronautico Alan Reffell.

Eric fu costruito per aprire la mostra della Society of Model Engineers alla Royal Horticultural Hall di Londra nel 1928, in seguito alla cancellazione di Giorgio VI (allora duca di York) che non potè prendere parte all’evento, William Richards, segretario della mostra, si offrì di “costruire un uomo di latta” , in modo da “occupare” il posto del duca. All’inaugurazione dell’evento, Eric si alzò in piedi, si inchinò e fece un discorso di benvenuto di 4 minuti.

Storia della Robotica
George, un modello successivo di Eric, fa colazione con il suo inventore William Richards a Berlino, 1930

Il robot venne azionato da 2 persone e la voce di Eric è stata ricevuta in diretta da un segnale radio.

Sebbene fosse in grado di stare seduto e in piedi, Eric non poteva muovere le gambe per camminare. Il suo petto portava le lettere “RUR”, un gioco di parole rifertio al costruttore di robot nel libro di Karel Čapek del 1920 di cui abbiamo parlato all’inizio.

Dopo la sua prima apparizione, Eric fu portato in tournée negli Stati Uniti, presentandosi al pubblico di New York nel 1929 come “Eric il robot, l’uomo senza anima” e venne descritto dal New York Press come “l’uomo perfetto”.

Qualche tempo dopo, Eric scomparve. Dopo aver studiato la sua storia, il curatore del Museo della scienza Ben Russell concluse che tuttora nessuno è a conoscenza di cosa gli sia accaduto e dove si trovi, non si sà se è stato fatto saltare in aria o distrutto per i pezzi di ricambio.

Storia della Robotica: Elektro e Sparko

Nel 1939, alla New York World’s Fair venne presentato Elektro, un robot androide in grado di parlare ai visitatori, accompagnato da Sparko, il primo cane robot della storia.

Storia della Robotica
Elektro e Sparko

La prima tartaruga robotica

Nel 1948, l’americano W. Grey Walter sviluppò una “tartaruga”  in grado di muoversi autonomamente. Questa sua invenzione era dotata di sensori e 2 motori. Era progettata per esplorare l’ambiente in modo più attinente e realistico possibile al vero animale.

Storia della Robotica
La prima “Tartaruga robotica”, di W. Grey Walter

Il primo Robot industriale: Unimate

Nel 1954, George Devol progettò il robot programmabile, “Unimate”.

Unimate fu il primo robot industriale della storia, creato per la General Motors e installato nello stabilimento Inland Fisher Guide Plant a Ewing, nel New Jersey, nel 1961.

Storia della Robotica
Unimate, nella catena di montaggio della General motors

La presente invenzione riguarda il funzionamento automatico di macchine, in particolare le apparecchiature di movimentazione, e le apparecchiature di controllo automatico adatte a tali macchine.

Brevetto di Unimate

Devol, assieme a Joseph Engelberger, suo socio, fondarono la prima azienda di robotica industriale al mondo, la Unimation.

Il robot serviva per la manipolazione di pezzi fabbricati con la pressofusione presi da una linea e saldati sulle carrozzerie delle automobili. Operazione rischiosa per un operaio, a causa dei fumi tossici e per l’eventuale danno fisico.

Il sistema meccatronico era composto da una console di comando, che si si interfacciava al braccio elettromeccanico, ed eseguiva un’operazione di routine (task) memorizzata in una memoria a tamburo.

Nel 2003 il robot Unimate è stato introdotto nella “Robot Hall of Fame”.

Storia della Robotica
Unimate – Storia della Robotica

Storia della Robotica negli anni 70

La robotica venne introdotta e applicata in larga scala nel settore secondario intorno agli anni ’70 come supporto alla produzione industriale.

Durante quel periodo, gli ambienti in cui operavano rispettivamente uomo e macchina erano completamente separati al fine di garantire la sicurezza degli operatori.

Storia della Robotica
Il primo Robot bipede

Inizialmente i primi robot operavano in ambienti completamente strutturati, ovvero dove le posizioni di tutti gli elementi con cui il robot doveva interagire erano note a priori, ma successivi sviluppi della robotica, come la visione artificiale, hanno consentito di ridurre i vincoli imposti nell’ambiente.

Storia della Robotica
WL-9DR

Tra il 1968 e il 1969 si assistette a una vera e propria corsa ai robot. In successione vennero progettati e realizzati il primo robot controllato al computer, il primo robot dotato di un sistema visivo e il primo robot bipede progettato dall’ingegnere giapponese Ichiro Kato.

Nel 1979, sempre Ichiro Kato presentò WL-9DR, il primo robot in grado di muoversi in maniera “quasi” dinamica: muovendo un passo ogni 10 secondi era allora considerato l’automa più veloce del mondo.

Storia della Robotica negli anni 80

La “liberazione” dei robot dagli ambienti strutturati in cui erano costretti in ambito industriale iniziò negli anni ’80 con lo sviluppo della robotica di servizio.

I “robot di servizio”, come i robot artificieri, i robot per missioni spaziali e sottomarine, i robot per la chirurgia e i robot per l’assistenza riscontrarono un consenso e un interesse sempre maggiore al punto tale di avviare i primi importanti finanziamenti per la diffusione, ricerca e sviluppo di altri robot resi progressivamente più efficienti.

Per esempio, risale agli anni ’80 la prima versione di Hobo, un veicolo robotico utilizzato per operazioni da remoto ad alto rischio come, ad esempio, il disinnesco di bombe terrestri e mine antiuomo.

Storia della Robotica
Hobo

Storia della Robotica negli anni 90

Nel corso degli anni ’90 iniziò uno sviluppo via via sempre più generalizzato dei robot, con la nascita dei primi robot-giocattoli e degli automi destinati all’esplorazione spaziale e marittima.

Per esempio, nel 1996, il Massachusetts Institute of Technology realizzò il RoboTuna, un automa avente le sembianze di un pesce che venne utilizzato per lo studio della fluidodinamica e di alcune specie ittiche.

Storia della Robotica
Robot Tuna

Sempre nel corso dei primi anni ’90 anche i robot-giocattoli diventarono via via sempre più sofisticati. Nel 1999, ad esempio, Sony lanciò sul mercato Aibo, un cane robotico programmato per giocare, muoversi e dormire. Nei successivi sviluppi ad Aibo fu aggiunta una funzione per consentirgli di rispondere al suo nome.

Storia della Robotica negli anni 2000

Negli anni 2000 gli studiosi di robotica avviarono i primi importanti tentativi di imitazione dell’andatura di uomini e animali; inaspettatamente, nel corso di questi esperimenti, realizzarono che far compiere a un robot anche pochi elementari movimenti era incredibilmente complesso, in quanto era richiesta una capacità di calcolo molto superiore a quella disponibile all’epoca.

così si diede enfasi ad altre aree di ricerca e semplici robot con le ruote furono usati per condurre esperimenti su comportamento, navigazione, e studio del percorso.

Storia della Robotica
Braccio meccanico Canadarm2

Tra gli altri importanti traguardi raggiunti nel corso del nuovo millennio, troviamo il braccio meccanico Canadarm2, un braccio robotico che venne spedito nello spazio e destinato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Più “intelligente”, lungo e maneggevole rispetto ai suoi predecessori, è tuttora in uso.

Nel 2002, l’azienda iRobot lanciò sul mercato Roomba, la prima generazione di aspirapolveri robotiche, predecessore del più recente Neato, prodotto principale della Neato robotics.

Sempre nei primi anni 2000, inizia ad espandersi il mercato dei droni, ossia i robot più annoverati e conosciuti nell’immaginario collettivo, anche se il loro utilizzo è più indirizzato a missioni militari.

La Robotica ai giorni nostri

Ad oggi la robotica ha raggiunto uno sviluppo che fino a 20 anni fa sarebbe stato considerato impossibile.

gli ambiti in cui si sono registrati i progressi maggiori sono quello medico e aerospaziale, con importanti sviluppi anche all’interno del settore biochimico, nella domotica, nella ricerca scientifica, nelle telecomunicazioni e nelle nanotecnologie.

Tra gli eventi di grande interesse, è da menzionare il 17 agosto 2016, data in cui la NASA (National Aeronautics and Space Administration) annunciò l’invio di robot umanoidi in grado di accompagnare l’uomo nelle prossime missioni spaziali.

Storia della Robotica: Opportunity

Tra gli eventi di grande interesse e di maggiore risonanza mediatica, è da menzionare il 25 Gennaio 2004, data in cui Opportunity (Mars Exploration Rover-BMER-BMER-1) il rover gemello di Spirit (MER-A o MER-2),ha raggiunto la superficie di Marte, alle 05:05 UTC, 3 settimane dopo Spirit, atterrando dall’altra parte del pianeta. Progettato per operare per soli 90 sol, Opportunity è rimasto operativo almeno fino al 10 giugno 2018 (sol 5111) , fino a quando, a causa di una tempesta di sabbia globale che ha ridotto l’apporto energetico fornito dai suoi pannelli solari, ha inviato la sua ultima comunicazione ed è presumibilmente entrato in safe mode.

Storia della Robotica
Opportunity rover – NASA

La NASA ha dichiarato la missione conclusa il 13 febbraio 2019 (sol 5353) durante una diretta live streaming dal JPL, poiché i tentativi di mettersi in contatto con il rover si sono rilevati fallimentari.

Storia della Robotica – La missione Opportunity

Opportunity ha completato la prevista missione iniziale di 90 sol, ha scoperto il primo meteorite caduto su un altro pianeta (Heat Shield Rock), ha analizzato per 2 anni il cratere Victoria, ed è fortunosamente sopravvissuto a tempeste di polvere che rischiavano di interrompere la sua attività nell’anno 2007.

Nel 2008 ha iniziato a dirigersi verso il cratere Endeavour che ha raggiunto nell’estate 2011, e il 19 maggio 2010 ha superato il record di “longevità” delle missioni su Marte, sino ad allora detenuto dalla sonda Viking 1 con 6 anni e 116 giorni (2245 sol contro i 5353 sol di Opportunity).

Storia della Robotica
Opportunity rover – NASA

Quella di Opportunity è ad oggi considerata la missione di più lunga operatività su Marte. Nel mese di marzo del 2015 il rover ha superato i 42,195 km percorsi sul suolo marziano, tagliando così il traguardo della maratona olimpica.

Storia della Robotica – www.macchinasociale.com

Potrebbero interessarti:

Robot scienziato: l’automa che compie esperimenti autonomamente

Mujin: Il robot della startUp rimpiazza il 90% degli operai del magazzino Uniqlo di Tokyo

Octinion presenta Rubion: il primo robot al mondo per la raccolta delle fragole

Daisy: il robot Apple per il riciclo degli Iphone

La quarta generazione di intelligenza artificiale

Boston Dynamics: cambio di proprietà a breve

Intelligenza Artificiale: cos’è e come funziona

Fonte: Progetto-e-robot

Storia della Robotica